Monumenti della grande guerra a Feltre

Monumenti della grande guerra a Feltre
Descrizione
Cimitero austro ungarico

 

Il Cimitero austro ungarico è stato allestito nella forma attuale con lavori effettuati dal 1979 al 1982 a cura della Croce Nera austriaca in collaborazione con la Città di Feltre e il commissario generale Onoranze Caduti in guerra. Ricorda 3550 caduti dei quali 1550 noti con nome e grado citati sulle croci e 2000 ignoti ai quali è dedicato il monumento che fa da sfondo al luogo del ricordo. Kurt Gruber, nato a Linz nel 1896, asso dell'aviazione con 4 medaglie d'oro è uno dei 3550 caduti austro-ungarici sepolti nel cimitero di Feltre. Il suo aereo venne abbattuto sopra Primolano (VI) in Valsugana il 4 aprile 1918. Vi si trova la lapide che ricorda la celebrazione del 19° incontro Italo-Austriaco della Pace l'11 luglio 2009.

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Monumento ai Caduti di Tutte le Guerre

Il monumento è completato a occidente da due alte pareti in pietra chiara e porfido leggermente concave, che, poste ai lati dell'ingresso al viale alberato conducente al cimitero, descrivono quasi un semicerchio.

Su ciascuna parete sono fissate 10 lastre di granito grigio che riportano l'elenco dei caduti di tutte le guerre scritto con lettere capitali latine in bronzo. Si parte con le guerre d'indipendenza del 1848-49 fino al conflitto del 1940-45. Vi sono elencati anche i caduti nelle guerre coloniali (Eritrea, Somalia, Libia, Etiopia) e nella guerra di Spagna, i deportati civili nella guerra del 1940-45, la fucilata a Marzabotto Candida Boscarin e i dispersi nella guerra del 1940-45. I più numerosi sono i caduti della guerra del 1915-1918 che risultano 423.

Nella terza lastra sulla parete a destra è riportato il testo del bollettino del capo di stato maggiore dell'esercito, generale Diaz, che annuncia la vittoria e la fine della guerra.

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Sacrario ossario militare italiano

Il Sacrario ossario militare eretto dietro la cappella nel 1936 conserva i resti di 1072 soldati noti e 370 ignoti. Formelle ramate riportano i nomi dei caduti disposte sulle pareti intorno al cippo memoriale. Una lapide recita: “Nella pace di questo ossario / riposano per volontà del popolo / a maggior gloria della patria / i sacri resti mortali / dei soldati caduti per l'Italia / nell'agro feltrese / e nelle prossime valli montane / durante gli anni 1915-1918 / della grande guerra / - 28 ottobre 1936 //”.

Feltre – Cimitero
 

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Monumento ai Caduti di Mugnai

Su una stele in pietra che misura circa 1 metro e mezzo è collocata un'aquila in bronzo ad ali spiegate. La stele poggia su un basamento che presenta in alto e al centro un bassorilievo bronzeo con incise le armi della guerra. Il blocco misura circa 1,75 metri. Sul lato est è posta una lapide in marmo bianco con le foto dei caduti su formelle ovali di ceramica e la scritta a caratteri bronzei "Ai prodi / caduti di Mugnai / 1915- 1918 //". Su un altro lato è posta un'altra lapide in marmo con l'elenco dei caduti in guerra. La recinzione alla base che misura 3, 61 metri x 3,61 metri si presenta con pilastri in pietra e catena in ferro.

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Cimitero militare germanico

Nel quartiere di San Paolo di Feltre si trova dal 1939 nell'attuale composizione il Cimitero militare germanico dedicato ai 271 caduti bavaresi dell'Alpenkorp, truppe da montagna corrispettive degli Alpini nella prima guerra mondiale. I nomi dei soldati sono riportati all'interno della cappella.

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Lapide a Gino Allegri (Fra Ginepro)

La lapide, in pietra grigia, ricorda la figura di Gino Allegri (Fra Ginepro, Venezia 1893- S. Pelagio 1918) autore della "beffa di Feltre", un intrepido sorvolo a scopo ricognitivo, del campo d'aviazione austriaco di Feltre. L'inaugurazione della lapide risale al 31 ottobre 1919, primo anniversario della liberazione di Feltre, come la lapide in via Liberazione dedicata a Italo Balbo. Il luogo ove fu collocata, ora stadio comunale "Zugni-Tauro", era campo d'aviazione.

La lapide presenta a mezzo rilievo un'aquila in picchiata che sormonta gli stemmi della città di Feltre e di casa Savoia. La scritta incisa a lettere capitali latine recita:
" Nel VII giugno 1918 / Gino Allegri / da Venezia / il leggendario Fra Ginepro  /disceso dalle vie del cielo / su invitte italiche ali / seminava fra gli invisori / ammirazione terrore e morte / a ricordo della beffa di Feltre / ravvivatrice di fede / il Comune //". Misure: mezzorilievo cm 45x 95, targa cm93x75.

“La beffa di Feltre. Il mattino del 7 luglio 1918 un apparecchio italiano apparve sulla vetta di monte Tomatico. Le batterie contraeree iniziarono il fuoco: […] come fulmine l'aeroplano precipitò sul campo d'aviazione. […] Tutti ebbero l'impressione che l'aeroplano fosse colpito. A pochi metri da terra l'apparecchio si rizzò e sfiorando i tetti delle case eseguì due voli fulminei sul campo d'aviazione, mitragliando e lanciando bombe. […] L'eroico pilota era Gino Allegri, compagno di Gabriele d'Annunzio; il bombardamento del campo d'aviazione di Feltre fu il primo che eseguì a bassa quota. Gli venne decretata la medaglia d'oro al V.M […]”. (I tedeschi nel feltrino. 1917-1918, 1943-1945. Testimonianze, a cura di Gianmario Dal Molin e Mons. Virgilio Tiziani, p. 90).

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Lapidi di Italo Balbo e delle Fiamme Verdi

Lapidi commemorative dell'entrata in Feltre delle truppe di liberazione alla testa di Italo Balbo e delle Fiamme Verdi il 31 ottobre 1918

La lapide centrale in marmo bianco presenta incisa la scritta: “La città di Feltre / a ricordo / del 50° anniversario / della sua liberazione / 31 ottobre 1918-1968 //".
A sinistra si trova una lapide con volto di uomo barbuto a mezzo rilievo (Italo Balbo) rivolto a destra e sotto, incisa, la scritta: "Per questa via / la sera del 31 ottobre 1918 / Italo Balbo / alla testa degli Arditi / del Battaglione "Cadore" / con impeto eroico / tra i primi passò / alla liberazione di Feltre / il Comune //".
La terza lapide, sulla destra, presenta a mezzo rilievo una corona d'alloro con gladio rivolto verso il basso e sotto la scritta incisa:"Le Fiamme Verdi / dei Battaglioni alpini / Cadore Exilles Pelmo / discesero vittoriose / dall'insuperato baluardo del Grappa / entrando prime da questa via / riconsacrarono la violata città / nell'anniversario / ai fratelli liberatori //" e sotto, a fianco dello stemma della città di Feltre "XXXI ottobre 1918 / XXXI ottobre 1919 //".


 

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Targa di segnalazione di una granata austriaca

La targa in marmo si trova sulla parete del palazzo antistante la facciata della chiesa di Ognissanti e riporta a lettere in bronzo la scritta: “Granata austriaca / 31-ottobre-1918 //”.

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Lapide commemorativa della liberazione di Feltre avvenuta il 31 Ottobre 1918

La lapide di marmo grigio è caratterizzata da una cornice a forma di scudo circondata da festoni e nastri a mezzo rilievo. All'interno si trova un'aquila, sempre a mezzo rilievo. Essa ha lo sguardo rivolto a destra, le ali spiegate e tiene fra gli artigli una tromba; al cui interno si legge “80div”. Ai lati compaiono due stemmi a mezzo rilievo; in quello di destra è inciso: “47div “; e in quello di sinistra: “50div”. Sopra l'aquila si trova incisa la scritta : "XXX Corpo / Della / Riscossa //”.
In basso la lapide reca l'iscrizione: “Liberazione di Feltre 31·X·18 //”.

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Lapide commemorativa la Compagnia volontari alpini Feltre

La lapide in bronzo presenta a rilievo un' aquila ad ali spiegate e riporta la scritta: “La città di Feltre / ricorda / la compagnia volontari / alpini Feltre, qui costituitasi / nella primavera del MCMXV, il / CVI ardente amor patrio rifulse / nella conquista della Tofana 1ª / e del Castelletto, nella difesa / del fronte di Vidor e nella / riscossa del Monte Grappa. / Feltre, 4 novembre 1970 //”.

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Lapide a Valerio Bellati

Il monumento è posto a circa 2 metri d'altezza da terra sull'angolo nord-est del palazzo. L'elemento centrale è rappresentato da un bassorilievo in bronzo che effigia il ritratto del giovane Valerio in veste d'alpino. La tavoletta è trattenuta dagli artigli di un'aquila a tutto tondo, ad ali spiegate, in bronzo, con lo sguardo rivolto a sud-est.
La lapide di sinistra riporta a lettere in bronzo la scritta: “Medaglia d'Arg. al valore / al asp. Ufficiale / T. Alpini-Bat. Belluno / Bellati Valerio da Feltre / Sotto il fuoco violento di fu/cileria, mitragliatrici, artiglieria / e bombe a mano nemiche, alla te/sta del proprio plotone, dava mi/rabile esempio di valore, oltre/passando una linea di reticola/ti ancora quasi intatta e pene/trando nei trinceramenti av/versari che vennero finalmen/te conquistati dopo parecchi / attacchi infruttuosi fatti in / un precedente periodo di tempo / di ben 18 mesi, si slanciava poi / all'attacco della 2 linea. Val / Travenanzes 30 luglio 1918. / R. D. N. 44575 7 sett.1919 //”.
Nella lapide a destra (in via Cornarotta) è riportata una lettera di Valerio al padre: “...28 luglio 1916 / Carissimo papà /...scrivo queste poche righe alla / vigilia di partire per l'azione... / mi sento forte e sicuro di / me stesso... / L'unico pensiero che mi faccia / tremar l'animo è quello di imma/ginare il dolore immenso che / ti procurerebbe la mia perdita... / Pensa però, mio papà diletto,/ che il figlio tuo è morto come / tanti altri, per la patria nostra / per un ideale così grande così / luminoso dinanzi al quale il / sacrificio della mia vita è ben po/ca cosa... / Tuo figlio Valerio //”.
Il monumento è circondato ai lati da festoni e nella parte inferiore da una ghirlanda di fronde legate da un nastro, le cui due code riportano la data di nascita e di morte del giovane alpino (1896-1923).

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Lapide a Efrem Morelli

Il monumento è posto a circa 2 metri d'altezza da terra sull'angolo nord-ovest del palazzo. L'elemento centrale presenta un bassorilievo in bronzo che effigia il ritratto del giovane Efrem Morelli vestito da soldato. La lapide a sinistra (in via Cornarotta) riporta la scritta in lettere in bronzo: “Efrem Morelli / Aspirante medico / doctor ad honorem / nato il 24-11-1983 //”. Nella lapide di sinistra è posta la data di morte: “Morto per la patria / il 18-10-1918//”.
Il monumento è circondato da una ghirlanda d'alloro in bronzo con festoni ai lati. Sulla parte superiore della ghirlanda è posta, entro una conchiglia, una coppa con un serpente attorcigliato.

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Monumento ai Caduti di Farra

Su un obelisco di pietra bianca è posta un'aquila a tutto tondo appollaiata rivolta verso ovest. La stele è posta su tre gradini. Sul lato a ovest è posta una targa di marmo con incisa la scritta: "Nel paese / dove ebbero i natali / e trascorsero la balda giovinezza / il memore affetto dei conterranei / vuol eternato nel marmo / il nome dei fratelli / caduti gloriosamente / per la difesa e la grandezza / della Patria / 1915-1918 / E. Pontin //". Sugli altri tre lati sono poste altre tre targhe in marmo con incisi i nomi dei caduti.

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Monumento ai Caduti di Tomo

Il monumento è composto da una stele lapidea sormontata da un'aquila in bronzo dalle ali spiegate rivolta verso nord-ovest. Sul basamento sono collocate quattro lastre in marmo con i nomi dei caduti a caratteri di bronzo e la scritta: "Ricordo / l'11 novembre 1917 / il barbaro straniero / scendeva a opprimere / questa italica / contrada / che il 31 ottobre 1918 / la vittoriosa armata / del Grappa / riconsacrava libera //". Il monumento è recintato da quattro pilastrini in pietra collegati da una catena in ferro.

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Croce sul Monte Tomatico

La struttura in ferro è stata collocata l'11 settembre 1927. Il monte Tomatico fu teatro della famosa battaglia che si svolse il 13 e 14 novembre 1917 tra l'esercito italiano e l'armata austro-ungarica.

Le lapidi recitano rispettivamente:

"Nel Cinquantenario / 28-8-27 //" (lato nord).

“Tributo perenne / di religione e patria / Feltre Tomo Villaga S. Vittore / esultanti eressero / 11 settembre 1927 //" (lato est).

"Su questa vetta / brillò il valore / del gruppo alpino / Batt. Valcismon Monte Avenis / e della 4 Batt. Del 2° Montagna / nelle fatali giornate / del 13-14 nov. 1917 //" (lato ovest).

A queste si aggiunge una targa in materiale plastico molto consunta, collocata recentemente, con il seguente testo: "Monte Tomatico / 1595 m / Battaglia di arresto: 14 novembre 1917 //".

“Il giorno successivo [12 novembre 1917] e durante la notte del 12-13 novembre affluivano truppe di ogni genere. Sul Monte Tomatico ebbe luogo poi uno scontro d'arma da fuoco e si ebbero morti e feriti d'ambo le parti. Così pure il 14 novembre sul monte Roncon in località Da Baldi, con 5 alpini morti e più morti nemici”. (I tedeschi nel feltrino. 1917-1918, 1943-1945. Testimonianze, a cura di Gianmario Dal Molin e Mons. Virgilio Tiziani, p. 85).
 

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Monumento ai Caduti in località San Fermo di Villaga

Il monumento, restaurato nel 1999 a cura dell'ENAL Villaga, presenta una stele in pietra, fratturata alla sommità, con i nomi dei caduti incisi su lastre di pietra scura. Su ogni lato della stele è scolpita a bassorilievo una stella a cinque punte iscritta in un cerchio che in alto e in basso presenta racemi vegetali e il giglio fiorentino. Su una delle lastre incisa si legge la scritta:"Villaga / fiera di aver dato i natali / ai figli eroici / gloriosamente caduti / sui campi di battaglia / ne eterna sul marmo / i nomi – le sembianze. / Per essi torna la libertà / la terra calpesta dal nemico / per essi l'Italia / fu salva e rispettata. / Nel terzo anniversario / della radiosa riscossa / a perenne memoria. / 1915-1918 XXXI ottobre 1921 //". Inoltre vi è la firma semi abrasa: "P. Cecchet" [Primo Cecchet]. Il manufatto è recintato da otto pilastrini a forma di siluro collegati da una catena di ferro.

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Monumento ai Caduti di Lamen

Il Monumento è un cippo in pietra che presenta sulla sommità un'aquila in bronzo dalle ali spiegate rivolta verso ovest. Sullo stesso lato (ovest) è posta una lapide con caratteri in bronzo che elenca i nomi dei caduti delle due guerre. Il cippo è alto 2,50 metri circa ed è largo 1 metro.

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Lapide ai Caduti di Pren

La lapide in marmo con scritte in bronzo, elenca i caduti della Prima e della Seconda Guerra mondiale. Essa misura 99 centimetri in larghezza e 160 centimetri in altezza. È stata posata il 29 ottobre 1995.

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Lapide ai Caduti di Vignui-Altin

Su una lapide in marmo sono incisi e dipinti di nero i nomi dei caduti nella Prima e nella Seconda Guerra mondiale. In alto sulla lapide sono incisi due rami a sinistra di alloro e a destra di quercia. La stele misura 139 centimetri in altezza e 96 in larghezza.

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Monumento ai Caduti di Lasen

Il monumento è composto da tre blocchi di pietra grigia aperti a libro, alle cui estremità si trovano appollaiate e con le ali aperte due aquile in pietra.
Ad ogni blocco è affissa una lapide in pietra. In quella centrale, verso est, sono riportati i nomi dei caduti della Prima guerra mondiale; l'intestazione recita così: “Ai caduti di Lasen / della Grande guerra / 15 -18 //”.
La parte alta di questa lapide è decorata con una corona di alloro in semi rilievo.
Il monumento poggia su tre gradini ed ha un recinto di forma rettangolare composto da 3 pilastrini sul lato piccolo, 4 sul lato grande, collegati tra loro da una catena di ferro. Alla base dei tre blocchi è posta una fiaccola in ferro battuto.

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